Cosa sono i divisori fonoassorbenti

I pannelli divisori fonoassorbenti per ufficio sono elementi d’arredo che assolvono contemporaneamente a diversi compiti:

  • dividere postazioni o zone operative per creare privacy visiva;
  • fornire anche un beneficio acustico;
  • contribuire a creare un ambiente esteticamente più vivace.

Per suddividere gli spazi, separando postazioni di lavoro o creando zone di privacy visiva, è possibile utilizzare qualsiasi tipo di pannello divisorio per ufficio, realizzato con svariate tipologie di materiali.

Solitamente si tratta di elementi monolitici, di spessore contenuto, che per stare in piedi necessitano di ancoraggio alla scrivania, un sistema di costruzione con connessioni ed angoli che forniscono stabilità, oppure con staffe o piedi di sostegno.

Un tempo venivano realizzati in nobilitato, con lo stesso materiale e lo stesso colore dei piani di lavoro, oppure in truciolare grezzo rivestito in tessuto, a cui si sono aggiunte versioni in lamiera, in cristallo oppure in plexiglass, con diversità di peso e di costo, ma un tratto unico in comune: prestazioni di assorbimento acustico inesistenti (fatto salvo intercettare fisicamente il suono diretto).

Con l’aumentare della sensibilità alle problematiche acustiche, sono stati messi a punto anche dei pannelli divisori fonoassorbenti, realizzati in versione bifacciale, per offrire non solamente privacy visiva, ma un contributo importante di assorbimento acustico.

 

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Quali sono i diversi tipi di divisori fonoassorbenti

La versione di pannelli divisori fonoassorbenti più utilizzata è quella ottenuta da manufatti con materiale assorbente rivestito su tutti i lati con un rivestimento in tessuto.

Per mantenere la massima flessibilità, sono abitualmente pannelli free-standing, montati in verticale su staffe in metallo cromato o verniciato, eventualmente dotati di ruote per poterli facilmente ri-configurare.

In alternativa, sono fissati su montanti verticali in tubo quadro, dotati di piastra a terra, per creare composizioni lineari oppure ad angolo retto, e sollevati di 20 cm per evitare danneggiamenti dovuti a urti accidentali oppure alle pulizie.

Esistono diverse dimensioni, ma quelle più usate sono le altezze cm. 120 e 180, con larghezza massima di cm. 120, il limite è imposto dall’altezza massima di cm. 140 della pezza di tessuto.

Un altro sistema di fissaggio, meno usato ma abbastanza efficace dal punto di vista estetico, è quello di fissare a pavimento ed a soffitto, per mezzo di cavi in acciaio passanti all’interno del pannello ed idonea ferramenta di fissaggio; si realizza, in tal modo, una quinta colorata che garantisce privacy ed assorbimento acustico, senza grandi impedimenti a terra.

Ovviamente, questa soluzione non consente gli spostamenti possibili con pannelli autonomi appoggiati su basi a terra.

Quali sono alcuni dei materiali più comuni utilizzati per realizzare i divisori fonoassorbenti

I pannelli maggiormente utilizzati sono quelli con materiale assorbente rivestito in tessuto, come quelli descritti fino ad ora: sono leggeri, facilmente spostabili e riconfigurabili, quindi estremamente flessibili, esteticamente apprezzabili, efficaci dal punto di vista del comfort acustico.

Sono disponibili anche sistemi di pannelli realizzati con finitura in mdf fresato, una proposta efficace dal punto di vista acustico, ma che necessita di spessori importanti per la presenza di telai interni di sostegno ed ancoraggio, con ovvie limitazioni alla flessibilità a causa del peso considerevole.

Pareti fonoassorbenti realizzate con materiali e dimensioni customizzate sono possibili, possono funzionare, ma hanno il grosso limite di non garantire adattabilità  di uso; nascono per quella applicazione, e non sono riutilizzabili..

Capita di utilizzare anche tendaggi, feltri o materiali tessili, sempre da verificare in base alle problematiche di allestimento ed alle performance di assorbimento acustico richieste.

Altri materiali o sistemi di pannelli divisori per ufficio sono decisamente inefficaci dal punto di vista della fonoassorbenza, quindi sostanzialmente da evitare.

Come scegli i divisori fonoassorbenti giusti per il tuo spazio

Per scegliere i divisori fonoassorbenti più adatti al vostro  ambiente consigliamo:

  • di valutare attentamente le esigenze,
  • di confrontare le opzioni di prodotti disponibili
  • di far effettuare un sopralluogo per eseguire una simulazione acustica dell’ambiente da arredare,

in modo da verificare in maniera “scientifica” le problematiche acustiche dell’ambiente esistente, e quanto materiale assorbente sarà necessario installare per ottenere un comfort ottimale.

Lo step successivo riguarda l’analisi delle esigenze e le modalità operative dei collaboratori, da inserire in un progetto che possa consentire al committente di visualizzare opzioni, percorsi ed impatto estetico. Pur non essendo abituato a progettare gli spazi di lavoro, con un piccolo sforzo di immaginazione anche il nostro  committente può rendersi conto se la proposta è centrata, oppure se servono ancora degli aggiustamenti.

Una cosa da evitare? Scegliere solamente in base al prezzo non è mai la soluzione ottimale!

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Quali sono i vantaggi e svantaggi dei divisori fonoassorbenti

Utilizzare pannelli fonoassorbenti, consente di servirsi di  oggetti che separandoli,  creano un buon comfort acustico con un tocco di personalità e colore che non guasta in un ufficio moderno.

Se poi il prodotto è gestibile facilmente con spostamenti e riconfigurazioni, abbiamo la certezza di avere fatto un ottimo investimento.

Ovviamente la performance di assorbimento acustico deve essere in diretta relazione con i costi e con le aspettative del cliente; scostamenti eccessivi potrebbero portare a delusioni poco gradite.

Se tralasciamo la spesa necessaria, che non sarebbe uno svantaggio in caso di necessità, ma solamente “un prezzo da pagare” per ottenere una prestazione, non esistono svantaggi o controindicazioni; a maggior ragione se i divisori fonoassorbenti sono free-standing, ovvero autoportanti ed autonomi, e quindi assolutamente flessibili.

Anche se utilizzati come divisori acustici per scrivanie, è sempre possibile riutilizzare questi elementi in altri ambiti e configurazioni, con la certezza di una vita media del prodotto molto elevata.

Il tessuto di rivestimento può con il tempo impregnarsi di polvere, e con un’aspirapolvere dotata di bocchetta per divani o tappeti si può pulire in maniera perfetta, mentre in caso di macchie o sporco accumulato nel tempo dovremo intervenire con personale specializzato.

Al contrario dei pannelli monofacciali, dotati di una cuffia tesata che si toglie molto facilmente per un lavaggio o per una sostituzione eventuale; i pannelli bifacciali hanno nella parte inferiore, quella non a vista, una cerniera che consente la sfoderabilità.

Ma per realizzare un manufatto con il tessuto teso e senza pieghe, esteticamente perfetto, l’operazione di rivestimento deve essere effettuata da un tappezziere oppure da maestranze dell’azienda produttrice.

Tuttavia, prima della sostituzione completa del rivestimento è possibile intervenire con processi di smacchiatura suggeriti dal manuale  di manutenzione ed uso disponibile con il prodotto.

Quando devono essere installati i divisori fonoassorbenti

Nei nuovi progetti e nelle installazioni di nuova fornitura, i pannelli divisori fonoassorbenti dovrebbero essere pensati, progettati e forniti da subito, se necessari alle esigenze ed alle modalità di lavoro previste.

Capita spesso, tuttavia, che le esigenze cambino nel tempo, magari con l’aumentare del personale e delle postazioni di lavoro all’interno dei singoli ambienti; la crescita, prevista o meno che sia, comporta la riduzione degli spazi vitali, e l’aumento delle problematiche, sia acustiche che di privacy.

Pertanto, è abbastanza frequente essere interpellati per intervenire in ambienti diventati troppo rumorosi; un approccio rigoroso e professionale aiuta tanto, e costituisce una garanzia per il cliente.

Utilizzare prodotti performanti, realizzare un progetto a seguito di un sopralluogo e della successiva valutazione acustica sono i punti cardine per realizzare un lavoro a regola d’arte.

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